Tra Tecnologie e Competenze Compensative

Quando si parla di strumenti compensativi si fa generalmente riferimento a tutti quegli ausili che permettono di compensare le difficoltà specifiche insite in un quadro di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Sotto questa grande categoria possono quindi comparire strumenti maggiormente tecnologici come programmi di video-scrittura con correttore ortografico, sintesi vocali, programmi per la creazione di mappe concettuali, e altri più tradizionali come la tabella dei mesi cartacea, la tavola pitagorica, i formulari di geometria. In genere le massime potenzialità degli strumenti compensativi si evidenziano durante la scuola secondaria, quando attraverso l’utilizzo del libro di testo digitale si possono utilizzare diverse tecnologie per accedere al testo in modo alternativo. L’utilizzo degli strumenti implica però un percorso di formazione, che tenga conto non solo delle abilità informatiche del ragazzo quanto del contesto scolastico e familiare in cui si trova. Soprattutto in fase adolescenziale, le tecnologie possono essere un valido sostegno per il proprio proficuo percorso di studi, ma devono essere utilizzate con un ruolo attivo non solo dal ragazzo, ma anche dalla scuola stessa. L’ideale sarebbe inserirle in una “didattica compensativa” che preveda un’attività di insegnamento che possa tener conto dei diversi stili di apprendimento individuali  e possa così promuovere un metodo di studio  efficace ed adeguato.

Assumendo quindi il punto di vista del metodo di studio si può, forse più correttamente, parlare di “strategie compensative”, come vengono definite da Fogarolo  e Scapin (2010), ovvero di tutte quelle procedure, espedienti e tecniche che possono aiutare a superare i limiti del disturbo. Tali strategie sono decisamente varie e variegate, pertanto possono essere genericamente classificate in base ai propri obiettivi:

  • Strategie che integrano il codice scritto con altri codici, ad esempio grafico-visivo (come l’utilizzo di mappe, schemi, grafici)
  • Strategie per la memorizzazione e l’organizzazione delle informazioni (dalle tabelle e formulari a tutti i riferimenti visivi e sonori alle parole, come rime e analogie)
  • Strategie per potenziare le capacità di ascolto e di concentrazione

Come si può intuire, le strategie compensative sono estremamente individualizzate e spesso vengono identificate personalmente dai ragazzi. L’utilizzo di tecnologie, in questo contesto, deve essere funzionale alla strategia individuata, altrimenti perde di significato e non mantiene il valore compensativo che può avere. In altre parole, l’alunno deve sapere usare gli strumenti davvero bene, in modo autonomo ed efficace. Da semplice utilizzo si passa a “competenza” quando non si ha una semplice e generica abilità d’uso, ma una vera e propria padronanza che permettere di usufruire dello strumento in modo funzionale al proprio metodo di studio. Con la competenza, si integrano tra loro in modo funzionale strategie e tecnologie, in una forma rispettosa del proprio stile di apprendimento.

Arrivare a possedere una buona competenza compensativa è quindi l’obiettivo che ogni ragazzo dovrebbe raggiungere, con l’aiuto e il sostegno di tutte le figure di riferimento intorno a lui, in primis la scuola.

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