Quali visori, quali piattaforme?

Il panorama delle offerte e delle soluzioni tecnologiche di più largo consumo a proposito di Virtual Reality è in continua evoluzione. Come punto di partenza delle nostre future considerazioni e delle discussioni dei prossimi mesi, vogliamo evidenziare i principali approcci che sono attualmente a disposizione dell’utente:

  • Soluzioni che utilizzano un visore connesso ad una workstation desktop (Oculus Rift, HTC Vive, Playstation VR tra i più conosciuti)
  • Soluzioni che utilizzano uno smartphone inserito in un visore (Google Cardboard, Samsung Gear VR, ZEISS VR ONE e molti altri)

Le prime sono le più costose e richiedono un cavo di connessione alla macchina desktop, ma offrono una grafica migliore, animazioni (quasi) prive di scatti e un riconoscimento del posizionamento più preciso.

Le seconde sono più economiche e non richiedono cavi di connessione, al prezzo di una prestazione non allo stato dell’arte, sotto diversi punti di vista.

Le prime sono indicate principalmente per videogiocatori accaniti e per applicazioni per le quali la performance e la fedeltà nella resa grafica sono fondamentali.

Le seconde sono preferibili per videogiocatori occasionali e per situazioni dove sia richieso un basso costo complessivo di acquisto e manutenzione, essendo questo il caso nel quale il fornitore del servizio detiene il solo visore (la parte più economica), mentre lo smartphone, in quanto strumento versatile e onnipresente, è di proprietà dell’utente (secondo l’approccio ‘BYOD’ – Bring Your Own Device, ovvero “porta il tuo proprio strumento”). Chiaramente questo è l’approccio migliore per istituzioni quali i musei e le scuole.

In questo ultimo periodo stanno emergendo approcci alternativi, che consentono soluzioni intermedie per rimediare ai rispettivi punti di debolezza, come nei casi dello ZEISS VR ONE Connect e dell’ HTC Vive Cloud VR Service.

Nei prossimi post seguiremo insieme queste proposte e le loro evoluzioni, e cercheremo di comprendere il reale valore aggiunto per l’utente finale e la concreta disponibilità sul mercato.

Stay tuned!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *