Le Basi Neurobiologiche della Dislessia

Quando si parla di Dislessia, si intende generalmente il disturbo dell’apprendimento che riguarda la lettura. La persona dislessica ha quindi difficoltà a svolgere una lettura corretta e fluente, incorrendo invece in diversi errori  e una lentezza sopra la media. Di per sé l’organo del nostro corpo che “permette” la lettura è l’occhio, poiché la percezione e la visione sono le abilità alla base della lettura. Ma come avviene “meccanicamente” questo processo?

Durante la lettura di un testo vi sono dei movimenti oculari che avvengono prevalentemente da sinistra verso destra. Arrivato in fondo alla riga il lettore compie un “salto oculare”, chiamato saccade, per portarsi all’inizio della riga successiva. Inoltre, durante la lettura si effettuano diversi movimenti saccadici in modo da potersi spostare nel testo e passare da una parola ad un’altra: questi movimenti sono separati da brevi pause di fissazione dalla quale si ricavano le informazioni visive. Un lettore esperto ha una notevole flessibilità e i suoi occhi si soffermano principalmente sulle parole che contengono i contenuti più importanti del testo. In funzione dell’abilità del lettore, le fissazioni e le saccadi possono quindi variare: un lettore veloce, infatti, ha generalmente fissazioni più brevi e saccadi più ampie.

Le persone con  dislessia, invece, eseguono movimenti saccadici con ampiezza molto ridotta, soffermandosi più di una volta su ciascuna parola: di conseguenza presentano un numero maggiore di movimenti saccadici ed una durata più lunga di fissazioni.

Tra le diverse teorie che cercano di spiegare le cause della Dislessia, quella maggiormente accreditata in ambito neuropsicologico attualmente è quella conosciuta come la Teoria Magnocellulare.

L’ipotesi di questa teoria è che le difficoltà di lettura abbiano una base biologica. Essa suggerisce la presenza di una disfunzione a livello di una delle due vie del Sistema Visivo che trasportano le informazioni visive dalla retina alla corteccia visiva primaria. La via che risulta deficitaria sembra essere la via Dorsale, conosciuta anche come la via del “Dove”. Questo nome suggerisce proprio la funzione di tale via: elaborare le informazioni che riguardano la localizzazione di un oggetto nello spazio. Le cellule presenti in questa via si chiamano cellule Magnocellulari (proprio per le loro grandi dimensioni) e forniscono informazioni sulle caratteristiche generali e sul movimento degli oggetti osservati, regolano la percezione del movimento e la giusta localizzazione degli oggetti nello spazio.

Diversi studiosi, come ad esempio Maria Pia Bucci, suggeriscono che le difficoltà di lettura della Dislessia possano derivare proprio da una disfunzione durante lo sviluppo di tale via: infatti le difficoltà sono inerenti all’ individuare DOVE si trovano gli oggetti (parole) nello spazio, attraverso i movimenti saccadici e le fissazioni. Siamo di fronte ad una competenza riservata proprio alla via del DOVE e alle cellule magnocellulari.

Si tratta comunque ancora di una nuova teoria molto intuitiva su cui si stanno concentrando diversi studi e ricerche per raccogliere dati ed evidenze cliniche. Vi terremo aggiornati!

 

 

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