Apprendimento e Tecnologia

Le reti sociali sono anche in grado di trasformarsi in COIN, COllaborative Innovation Network (rete collaborativa creativa) quando i suoi membri si caratterizzano per un’elevata motivazione condivisa in grado di guidare l’azione dei membri del gruppo creativo in grado di produrre nuovi prodotti, nuovi concetti, nuove idee. La condizione necessaria per lo sviluppo di una rete creativa è l’instaurarsi di un’esperienza ottimale di un gruppo, definita Network Flow, nella quale l’intenzione soggettiva diventa collettiva, ovvero in grado di guidare l’azione dei membri del gruppo” (Riva, 2009).

E’  così che Giuseppe Riva, docente di Psicologia e Nuove Tecnologie della comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e autore di moltissime pubblicazioni, tra cui “Nativi Digitali” (2014), definisce le nuove tecnologie. Dalle sue parole, possiamo capire quanto esse possano rappresentare un valido contributo sociale, un vero e proprio artefatto secondo l’approccio storico-culturale di Vygotsky.

In effetti, le nuove tecnologie fanno ormai parte della nostra vita, di quella dei cosiddetti nativi digitali, ma anche di quei nativi un po’ meno digitali. Pensiamo agli smartphone usati da genitori, zii e talvolta anche nonni. Tuttavia, gli strumenti 2.0 non rappresentano solo un possibile svago, ma anche un aiuto durante il processo di apprendimento. Ormai, numerose scuole dispongono di LIM, usano tablet e IPad, organizzano corsi e laboratori digitali. Anche gli stessi docenti sono inclusi in questo percorso e processo di cambiamento: viene chiesto loro di mettersi in discussione, di pensare ad un nuovo modo di fare didattica e affrontare il fatto che possano esserci nuovi modi di apprendere e di insegnare.

Sono stati anche creati dei gruppi su Facebook come Docenti virtuali e Insegnanti 2.0, due piattaforme in cui gli stessi possono implementare le proprie conoscenze in termini di nuove tecnologie, discutere, confrontarsi grazie al concetto di rete, il tutto per promuovere un cambiamento condiviso, in quanto è stato ormai dimostrato che le nuove tecnologie rendono l’apprendimento un processo coinvolgente e innovativo.

Anche l’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa (INDIRE) riconosce l’importanza delle nuove tecnologie. Ma non solo: con una visione decisamente lungimirante, nel 2012 ha aperto la piattaforma tecnologica “edMondo” , un mondo virtuale a supporto dell’innovazione didattica rivolto a docenti e studenti della scuola italiana. Ma tutto il progetto “Didattica Immersiva” ha lo scopo di indagare i risvolti in ambito educativo della realtà virtuale e dell’utilizzo della stessa in ambito didattico.

In conclusione, seguendo quanto detto da Giuseppe Riva, si dovrebbe promuovere l’uso e la conoscenza dei social media e delle nuove tecnologie in generale, in modo tale da rendere alunni ed insegnanti soggetti attivi e partecipi nel processo di apprendimento, gli uni in quanto maggiormente coinvolti e motivati, gli altri in grado di interagire in un contesto comunicativo globale sempre più immediato e sempre più 2.0.

 

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